Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.

Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.

Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,

io sono il tuo Dio, Signore.

Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.

Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.

Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,

Io sarò con te dovunque andrai.

Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,

aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,

perché tu sei prezioso ai miei occhi.

Io ti sarò accanto, sarò con te,

per tutto il tuo viaggio starò con te.

 

   

La Croce maestra del cristiano


La Croce è una nuova rivelazione di Dio. […]Dio, di cui parla Gesù, è Dio che manda il proprio Figlio non “per giudicare il mondo ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui” (Gv 3,17). Egli è Dio dell’amore, il Padre che non retrocede davanti al sacrificio del Figlio per salvare l’uomo. Che cosa è la Grazia? “È un dono di Dio”. Il dono che si spiega col suo Amore. Il dono è là dove è l’amore. E l’Amore si rivela mediante la Croce. […] L’Amore, che si rivela mediante la Croce, è proprio la Grazia. In essa si svela il più profondo Volto di Dio. Egli non è soltanto il giudice. È Dio di infinita maestà e di estrema giustizia. È Padre, che vuole che il mondo sia salvato; che capisca il significato della Croce. […] Con umiltà confessiamo le nostre colpe, le nostre negligenze, la nostra indifferenza nei confronti di questo Amore, che si è rivelato nella Croce. E contemporaneamente rinnoviamoci nello spirito con il grande desiderio della Vita, della Vita della Grazia, che eleva continuamente l’uomo, lo rinforza, lo impegna. Quella grazia che dà la piena dimensione alla nostra esistenza sulla terra. Così sia. 
(Giovanni Paolo II)

Le mani di Dio
 Dicono che Dio, quando creò l'uomo e la donna, dimenticò un particolare: le mani. Appena se ne accorse, vi pose rimedio da eccellente artista qual è: modellò mani bellissime, tenere e delicate per la donna, forti e grandi per l'uomo. Cominciarono ad usarle. A volte le usavano bene, altre volte male. Allora Dio decise di incarnarsi, per avere lui stesso le mani e insegnare loro come dovevano usarle. Mostrò loro come benedire, accarezzare, curare, regalare, donarsi. Permise che inchiodassero le sue mani per dimostrare che era possibile tenerle sempre aperte, pronte ad accogliere… Dimostrò così che due chiodi non avrebbero mai potuto inchiodare la libertà!


IL CANTO DELL’AMORE

Se dovrai attraversare il deserto, non temere, Io sarò con te.
Se dovrai camminare nel fuoco, la sua fiamma non ti brucerà.
Seguirai la mia luce nella notte, sentirai la mia forza nel cammino,
io sono il tuo Dio, Signore.
Sono io che ti ho fatto e plasmato, ti ho chiamato per nome.
Io da sempre ti ho conosciuto e ti ho dato il mio amore.
Perché tu sei prezioso ai miei occhi, vali più del più grande dei tesori,
Io sarò con te dovunque andrai.
Non pensare alle cose di ieri, cose nuove fioriscono già,
aprirò nel deserto dei sentieri. Darò acqua nell’aridità,
perché tu sei prezioso ai miei occhi.
Io ti sarò accanto, sarò con te,
per tutto il tuo viaggio starò con te.



(S. Tommaso d’Aquino)

Concedimi, Dio misericordioso, /di desiderare con ardore / quel che Tu approvi, / di ricercarlo con prudenza, / di riconoscerlo secondo verità, / di compierlo in modo perfetto, / a lode e gloria del Tuo nome. / Metti ordine nella mia vita, / fammi conoscere / ciò che vuoi che io faccia, / concedimi di compierlo come si deve / e come è utile alla salvezza della mia anima. / Che io cammini verso di Te, Signore, / seguendo una strada sicura, diritta, praticabile / e capace di condurre alla meta, / una strada che non si smarrisca / fra il benessere o fra le difficoltà. / Che io ti renda grazie / quando le cose vanno bene, / e nelle avversità conservi la pazienza, / senza esaltarmi nella prosperità / e senza abbattermi nei momenti più duri. / Che io mi stanchi di ogni gioia / in cui Tu non sei presente, / che non desideri nulla / all’infuori di Te. / Ogni lavoro da compiere per Te / mi sia gradito, Signore, / e insopportabile senza di Te / ogni riposo. / Donami di rivolgere spesso / il mio cuore a Te, / e quando cedo alla debolezza, / fa’ che riconosca la mia colpa con dolore, / e col fermo proposito di correggermi. / Amen


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